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La Medicina di Genere

fetoniIL FUTURO DELLA SALUTE? E’ LA MEDICINA DI GENERE.  
PARTIAMO DAL CERVELLO

Dr.ssa Vincenza Fetoni
Neurologa- Responsabile Ambulatorio Disturbi del Movimento Fatebenefratelli - ASST Fatebenefratelli - Sacco

Da alcuni anni anche in Italia si comincia a parlare di Medicina di Genere ma pochi di noi sanno davvero cosa sia nella pratica.

Come possiamo definire la Medicina di Genere?   

Si tratta di una recente scienza biomedica il cui obiettivo è quello di riconoscere ed analizzare le differenze nei confronti della stessa malattia derivante dal genere di appartenenza (maschile e femminile) sotto molteplici aspetti : anatomico e biologico determinato dal sesso di appartenenza maschio o femmina, funzionale, sociale e culturale, oltre alla risposta al trattamento farmacologico. Lo scopo della Medicina di Genere è quello di garantire a ciascun paziente – maschio o femmina - il miglior trattamento possibile in base alle evidenze scientifiche legate a quella patologia.

Tutte le specialità mediche hanno potenzialmente una differenza di genere?

Sicuramente quelle più note ad oggi e più studiate sono le patologie a carico del cuore e del cervello. Non è infatti un caso che fu una cardiologa inglese Bernardine Healy che iniziò a parlare per la prima  volta di Medicina di Genere nel 1991 scrivendo un articolo sul New England Journal of Medicine dal titolo “The Jentl Syndrome” sottolineando il diverso andamento delle coronaropatie negli uomini e nelle donne. Le donne con disturbi coronarici subivano un maggior numero di errori diagnostici, ricevevano meno cure ed erano sottoposti ad interventi cardiaci non risolutivi. Questo perché fino a diversi anni fa si credevache le donne avessero meno patologie cardiache, in realtà la patologia era sottostimata per difficoltà di diagnosi. Un esempio per tutti è il dolore dell’infarto del miocardio: dolore toracico tipico negli uomini, dolore epigastrico nelle donne.

Anche la struttura del nostro cervello pone l’accento su differenze di genere: parliamo di dimorfismo sessuale del cervello, ossia di un comportamento del cervello, una volta sottoposto a stimoli, differente nei maschi e nelle femmine. Numerosi studi scientifici di tipo funzionale (PET, Risonanza) hanno dimostrato che i recettori per gli estrogeni presenti in tutte le cellule nervose influenzano la crescita ed il differenziamento delle diverse attività encefaliche. La conseguenza di ciò è lo sviluppo maggiore dell’emisfero destro – la parte del cervello dedicata maggiormente all’emotività e alla creatività nelle donne. Negli uomini risulta invece maggiormente sviluppato l’emisfero sinistro – la parte legata più al ragionamento e all’analisi della realtà -  anche se non dobbiamo considerare differenze nette e precise tra il cervello femminile e quello maschile.

Medicina di genere e malattie neurologiche, cosa possiamo dire al riguardo?  

La Sclerosi Multipla, l’emicrania, la demenza, l’ansia e la depressione sono più frequenti nelle donne rispetto agli uomini. Anche nella Malattia di Parkinson ritroviamo un effetto di genere, infatti il tasso di incidenza è due volte maggiore negli uomini rispetto alle donne. Ancora una volta la causa di tale differenza epidemiologica è la presenza degli estrogeni nell’arco della vita femminile che svolgono un ruolo protettore – in questo caso mantengono più attiva la dopamina, la cui perdita determina appunto il Parkinson – influendo anche sull’età di esordio della malattia due anni dopo rispetto all’uomo.

Quali sono i vantaggi della Medicina di Genere per i pazienti ?  

La possibilità di poter offrire a ciascun genere– uomo e donna- diagnosi e prevenzione più corrette della stessa malattia e terapie più mirate magari utilizzando dosi differenti in considerazione del peso e dell’età del paziente con un occhio più attento alla farmacologia di genere.

Occupandomi di patologie degenerative ho potuto notare come l’universo femminile sia ancora poco considerato nelle sue specificità nello studio di moltissime malattie e nel loro trattamento – gli studi clinici di registrazione dei farmaci privilegiano i pazienti maschi -. Ricordo, però, che la Medicina di Genere non vuole essere una medicina al femminile, ma al contrario lo studio delle differenze che intercorrono tra entrambi i generi nei confronti della stessa malattia, permette di offrire a tutti un livello di cure più specifico e personalizzato. In quest’ottica nel futuro, mi auguro, che aumentino sempre più le collaborazioni tra le diverse specialità per dare risposte di salute più complete.

 

 

 

 

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