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Mucca pazza

E’ noto che …

sino a oggi la MdP può essere diagnosticata con certezza solo post-mortem del paziente, in quanto è necessario analizzare un campione del tessuto cerebrale.

Ad oggi il prione è l’unico bio-marcatore, che possa fornire la certezza che il paziente è colpito da una encefalopatia spongiforme. I ricercatori hanno potuto sviluppare un test sull’urina perché nel morbo della “mucca pazza” il prione, è presente nel cervello ed anche in diversi organi periferici (milza, tonsille, intestino, muscolo etc) e, seppure in quantità infinitamente piccole, anche nel sangue e nell’urina.

Il test elaborato dall’Istituto Neurologico “Carlo Besta” e dalla UTHSC di Houston, invece, analizzando questi liquidi biologici individua la malattia nel 93% dei casi.

Spiega Fabio Moda, ricercatore dell’Istituto Neurologico “Carlo Besta”
“Una caratteristica peculiare del prione è quella di trasformare la proteina prionica ‘sana’ in una ‘malata’. Il prione neo-formato, a sua volta, innesca un meccanismo di conversione a cascata che promuove la progressione della patologia. Quello che noi facciamo è alimentare con proteine sane il campione da esaminare. Se i prioni sono presenti le trasformeranno in proteine alterate con un effetto a cascata, arrivando ad averne una quantità rilevabile con le comuni tecniche diagnostiche”.

[ fonte ]

 

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Tags: Mucca pazza

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