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La storia di Graziella

 

testimonianze graziellaGraziella è una persona sensibile, generosa, sempre pronta ad aiutare il prossimo. Ha lavorato per oltre 40 anni a contatto con il pubblico, come commessa, nel negozio di famiglia per la vendita di prodotti di abbigliamento ed attrezzature sportive. Per causa di forza maggiore - e con molto dispiacere - è costretta a lasciare l’attività a seguito di due gravi indicenti. Il primo infortunio la coglie al mare, sulla battigia, dove un sasso mosso dalle onde la colpisce violentemente - caso più unico che raro! - proprio al ginocchio sinistro, tanto da dover essere operata e rimanere immobilizzata per qualche mese. Il ricordo che lascia questo incidente sono 8 chiodi e una piccola … impalcatura, ma per fortuna nascosta. Il secondo infortunio avviene a Milano. In un bel pomeriggio di sole in una aristocratica via del centro, una FIAT 500 la investe - dove? - ovviamente sulle strisce pedonali. La povera gamba sinistra sperimenta anche la frattura della caviglia.

 

... ... ... , quando hai scoperto la malattia?

Avevo iniziato frequenti sedute dal fisioterapista ed è durante una di queste sedute che il bravo professionista scopre qualcosa che non va nell’espressione del mio viso. Mi spedisce da un neurologo che, senza alcun dubbio, confermato poi dagli esami, sentenzia “Mr. Parkinson”.

 

Quale è stata l’evoluzione della malattia?

Inizialmente ho trovato beneficio dalla terapia prescritta; col passare del tempo la situazione si è stabilizzata. Adesso, sono passati poco più di tre anni dalla diagnosi ed ho la speranza che l’equilibrio trovato duri per molto tempo.

 

E il tuo rapporto col “compagno P” ... ?

Al momento della diagnosi ho imprecato contro questo mio nuovo compagno. Poi sono prevalsi amarezza e sconforto e uno stato di apatia che è durato parecchi mesi. Fortunatamente, un bel giorno, ragione e forza di volontà hanno il sopravvento. Riprendo il mio equilibrio e decido anche di farmi aiutare. Una conoscente mi segnala che esiste APM Parkinson Lombardia. Contatto l’associazione, dove trovo un gruppo di volontari che, con molta umanità, dolcezza e professionalità, mi aiutano a contrastare l’invadenza del “compagno P”. Esercizi fisici, vocalizzi, biodanza, incontri amichevoli fanno si che le giornate trascorrano velocemente ed abbiamo quel senso che soltanto buone relazioni possono dare. Vivo da sola ma ho un fratello ed una premurosa cognata che mi sono stati subito vicini sostenendomi ed incoraggiandomi a non darmi per vinta e tuttora continuano a tenermi d’occhio! Sono molto riconoscente.

 

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