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Prigioniera della mia innocenza

Natascia Berardinucci

Bonfirraro Editore, 2013

 

prigioniera-della-mia-innocenzaUna bellissima ragazza dagli occhi leonini, i capelli lunghi castani e un fisico statuario. La più bella, la più corteggiata del paese ma anche la più brava, infermiera professionale presso il distretto sanitario di Sambuceto (provincia di Chieti).

Natascia è una ragazza che ha scoperto presto il dolore sulla propria pelle: un Parkinson precoce che se non curato bene rende difficile ogni movimento. Le prescrivono un medicinale a base di pramipexolo (Mirapexin) che può arrecare: shopping compulsivo, gioco d'azzardo compulsivo, ipersessualità e iperbulimia.

Il compagno la denuncia per maltrattamenti ed arriva, in seguito a uno schiaffo di troppo, all'accusa di stalking, danneggiamento e lesioni. Natascia viene sottoposta a 35 consulenze psichiatriche in 90 giorni, 7 perizie per pericolosità e viene trasferita in un Opg, ossia un manicomio criminale.
(da: Antonio Crispino, Corriere della Sera, 5 luglio 2012)

Un farmaco e la malagiustizia portano Natascia a trascorre un lungo periodo fra il carcere e l’ospedale psichiatrico, finché una denuncia-querela presentata dalla stessa Natascia alla Procura della Repubblica di Pisa, ha avviato un procedimento nei confronti dei responsabili. Dopo il calvario di 555 giorni è arrivata la sentenza assolutoria.

La sua storia è già stata narrata in: Natascia Berardinucci "Ho tolto i chiodi dalle mie ali", Nuovi Autori, 2011 ed ora ripresa in questo nuovo volume.

 

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