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Le epidemie nella storia

Fin dall’antichità le civiltà hanno dovuto affrontare varie ondate epidemiche.

La storia dell’uomo, così come quella degli animali, è stata caratterizzata da decine di epidemie e pandemie causate da virus ignoti e da altri che abbiamo imparato a conoscere molto bene. Nell’ultimo secolo, per esempio, la tristemente famosa influenza spagnola del 1918 contagiò mezzo miliardo di persone uccidendone almeno 50 milioni, anche se alcune stime parlano di 100 milioni di morti.

La storia dell’uomo è stata caratterizzata da decine di epidemie e pandemie.

E’ da quando l'essere umano ha iniziato a organizzarsi in società e a creare nuclei di persone che convivono insieme nello stesso spazio che le malattie contagiose hanno assunto un ruolo particolare. Contemporaneamente alla crescita della popolazione mondiale, quando una malattia si diffondeva e colpiva varie regioni del pianeta, diventando una minaccia per la popolazione, le prime pandemie iniziarono ad essere documentate. Queste pandemie hanno talvolta trasformato le società in cui sono comparse e, molto probabilmente, hanno cambiato o influenzato in modo decisivo il corso della storia

epidemie

La peste di Giustiniano

L'Impero bizantino si trovava in uno dei suoi momenti di maggior splendore quando un'epidemia di peste oscurò il potere dell'imperatore Giustiniano. Si trattava della prima epidemia di peste di cui si è a conoscenza. La malattia, e con essa la paura e l'isteria, si diffusero ad una velocità vertiginosa a Costantinopoli, una città di quasi 800.000 abitanti. E da lì verso tutto l'Impero. Anche lo stesso Giustiniano fu vittima della peste, ma riuscì a guarire.

La peste nera

La peste nera era già nota quando l'umanità visse la peggiore epidemia a metà del XIV secolo (tra il 1346 e il 1353). Era conosciuta per i suoi precedenti, ma le sue cause e il suo trattamento erano completamente ignorati. Questo, insieme alla velocità di diffusione, l'hanno resa una delle più grandi pandemie della storia; si stima che la penisola iberica perse circa il 60-65% della popolazione e la Toscana fra il 50 e il 60%. La popolazione europea passò da 80 a 30 milioni di persone.

Il vaiolo

Il cosiddetto virus del vaiolo, la cui diffusione negli esseri umani è nota da almeno 10.000 anni, è la causa della malattia nota come vaiolo. Il suo nome fa riferimento alle pustole che apparivano sulla pelle di chi ne soffriva. Era una malattia grave ed estremamente contagiosa che decimò la popolazione mondiale dalla sua comparsa, arrivando ad avere tassi di mortalità fino al 30%.

L'influenza spagnola

Nel marzo 1918, durante gli ultimi mesi della Prima Guerra Mondiale, fu registrato il primo caso di influenza spagnola, paradossalmente, in un ospedale degli Stati Uniti. Fu battezzata così perché la Spagna rimase neutrale nella Grande Guerra e le informazioni sulla pandemia circolavano liberamente, a differenza degli altri paesi coinvolti nella lotta che cercavano di nascondere i dati. Questo ceppo virulento del virus dell'influenza si diffuse in tutto il mondo contemporaneamente agli spostamenti delle truppe sui fronti europei. I sistemi sanitari rischiarono il collasso e le camere mortuarie funebri non riuscivano a stare al passo con le vittime. Studi recenti hanno rivelato dati più precisi. Si stima che il tasso di mortalità globale fu tra il 10 e il 20% degli infetti, e in tutto il mondo morirono fra le 20 e le 50 milioni di persone

L'influenza asiatica

Registrato per la prima volta nella penisola di Yunan, in Cina, il virus influenzale A (H2N2) di origine aviaria è comparso nel 1957 e in meno di un anno si diffuse in tutto il mondo. A quel punto, il ruolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il braccio medico dell'ONU creato nel 1948, progettava ogni anno un vaccino destinato a mitigare gli effetti delle mutazioni influenzali. Sebbene i progressi medici in relazione alla pandemia dell'influenza spagnola abbiano contribuito a contenere molto meglio l'avanzata del virus, questa pandemia ha registrato un milione di morti in tutto il pianeta.

L'Influenza di Hong Kong

Solo dieci anni dopo aver superato l'ultima grande pandemia influenzale, apparve, ancora una volta in Asia, la cosiddetta influenza di Hong Kong. Una variazione del virus influenzale A (H3N2) fu registrata in questa città nel 1968 e si diffuse in tutto il mondo con un modello molto simile a quello dell'influenza asiatica. Un milione di persone le vittime che causò questo nuovo ceppo di influenza.

Il virus dell’Immunodeficienza umana (HIV)

Una delle più gravi e più recenti pandemie conosciute dalla società odierna è quella del virus dell'immunodeficienza umana, l'HIV, meglio noto come AIDS. I primi casi documentati sono apparsi nel 1981, e da allora il virus si è diffuso in tutto il mondo concentrando gran parte degli sforzi delle organizzazioni mondiali della sanità. Si pensa che la sua origine sia stata animale, e i suoi effetti contemplano l'indebolimento del sistema immunitario.

 

 

 

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