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Affetto da Parkinson, conclude l'Ironman di Cervia

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Sono stato colpito immediatamente dal titolo di questo articolo, perché l’occhio mi è caduto subito sulla città che viene citata, Cervia, che posso considerare la mia seconda città “natale”, dopo Milano.

Vogliate perdonarmi questo piccolo sentimentalismo.
Ma poi ovviamente sono andato a leggere il contenuto per esteso, perché quello che viene descritto, ancora una volta come mi è già successo di scrivere per questa rubrica, ha dell’incredibile.

Sarebbe di per sé già una impresa eroica per tutti poter solo dire di aver partecipato ad un’attività sportiva e agonistica di questo livello, senza avere un collasso sia durante che alla fine della gara: per chi non la conosce, si tratta di 4 chilometri a nuoto, 180 in bicicletta e 43 chilometri di corsa, senza pause tra una disciplina e l’altra, e sì avete letto bene, è tutto vero.

Ma se poi l’atleta in questione è affetto da MdP, allora è ancora più difficile credere a quello che si sta leggendo. La MdP gli è stata diagnostica nel 2019, e con quasi 300 giorni di allenamento, praticamente un anno intero, con l’aiuto di amici, parenti e conoscenti, l’Atleta in questione (e da adesso in poi mi sembra doveroso scriverlo con la A maiuscola) è riuscito a raggiungere la forma fisica necessaria per compiere la sua impresa. Queste le sue parole all’arrivo: “Grazie a tutti. Ogni singolo apprezzamento o gesto d'affetto mi è servito per aumentare l'energia che ho avuto a disposizione durante la gara”.

L'Atleta, volendo essere d'ispirazione per i malati, nel 2021 ha anche fondato "IndomiTRI", nome nato alla fusione di due parole "Indomiti" e "Triathlon" con lo scopo di aiutare le persone in difficoltà attraverso lo sport.

Ci uniamo anche noi nel fargli i più sentiti complimenti per quello che è riuscito a fare, ma soprattutto vogliamo ringraziarlo per lo spirito con cui ogni giorno convive con la MdP senza perdersi d’animo.

Fonte: TGCOM 24 - Milano