La storia di Patrizia

 

testimonianze patriziaMi è stato diagnosticato il Parkinson a fine 2020.

Stordita, scioccata, non riuscivo ad accettare la diagnosi.

Bisognosa di maggiore conoscenze, ogni giorno, spasmodicamente, leggevo, mi documentavo sui medicinali e cure sperimentali, sperando di trovare la notizia "sensazionale".
Quella che mi avrebbe fatto ben sperare che ormai eravamo prossimi alla cura definitiva.

Amareggiata anche con Dio pensavo... Perché a me? non lì ho mica piantati io i chiodi sulla croce!

Oggi posso dire che non ho mai visto passare mesi e anni così velocemente. Come se qualcuno avesse premuto l'acceleratore delle nostre vite.
Settimane che evaporavano così senza memoria. Giorni infiniti, in cui mi sentivo ferma, in ascolto, lasciandomi scivolare accanto silenziosa, la mia malattia. Guardavo come in uno specchio, l'acuirsi delle patologie di mia madre allettata da anni e infine per lei, l'inesorabile agoniata fine.
Al netto, in questi pochi anni, troppi lutti familiari. Troppo dolore!

Forse gli anni passano così in fretta, quando stai cambiando davvero. Quando stai lasciando andare qualcosa. Quando stai imparando a diventare qualcuno che non avevi previsto e fa anche un po' paura, perché mentre il tempo corre stai correndo anche tu.

Un giorno in Policlinico vidi una locandina che mi incuriosì… telefonai, mi rispose una voce allegra, che mi trasmise da subito un'empatica accoglienza. Mi invitava a provare le attività dell'associazione di cui era Presidente: Francesca Saporiti.
Le sono grata di ciò, perché per me è stata una scoperta, un arricchimento, una svolta verso una maggiore consapevolezza.
Inoltre, come suggerito dal mio neurologo, mi godo il bonus della "Luna di miele" del Parkinson sperando sia lunghissimissimo !

La mia frase motivazionale ricorrente è:
"Non dico che posso fare Tutto... dico che lo farò lo stesso, nonostante Tutto!”