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Fluire nel ritmo

Fluire nel ritmo


Il 9 ottobre, in sede, ci ha accolto Francesca per presentarci l'insegnante del laboratorio di danza creativa Caterina Basso che, a dispetto del suo cognome, è una donna alta e flessuosa come un giunco.
Mi hanno colpito soprattutto le sue mani perché interpretano in modo molto espressivo i movimenti che via via ci ha proposto di imitare.

Siamo così passati dai quattro elementi fondamentali: acqua aria terra fuoco, immaginando di muoverci o nuotare nell'oceano, di essere onda o pesce, di fare stormire le mani come foglie nel vento, di scoppiettare scintille dalle dita e trasformarle in fuochi d'artificio esplosi verso l'alto o di ancorare i piedi a terra come radici, tra un ampio passo e un altro.
Siamo stati, alternativamente, un branco di pesci che mimano le mosse del capobranco e si passano a turno il ruolo con un lieve tocco, statue bloccate nell’ultima posa in cui ci ha sorpreso il termine dell’accompagnamento musicale, immagini speculari l’una dell’altra, con il compagno o la compagna che avevamo di fronte…

C’è stato chi ha voluto interpretare i movimenti in piedi e chi da seduto, a volte con gli occhi chiusi, ciascuno secondo il proprio sentire, seguendo il ritmo in modo personale.

Una breve coreografia di gruppo, sulla base della sequenza di movenze che ci ha proposto Caterina, ha concluso l’incontro dal titolo: “fluire nel ritmo”.

E davvero quest’ora è fluita piacevolmente: in alcuni tratti, scaldandoci le membra, in altri, scivolando con leggerezza nel rilassamento, mentre eravamo intenti ad imitare dei gesti, ad osservare i movimenti propri e altrui, a svolgere un compito di gruppo o a rivolgere lo sguardo al proprio interno.

Perché pensare, scomporre e riprodurre un movimento, facendo diventare il nostro corpo lo strumento dell’azione, contribuisce ad approfondire la conoscenza e la consapevolezza di sé.

 

a cura di Ilaria

 

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