Il 13 aprile, presso la sede di APM, si è tenuto un interessante incontro che ha visto coinvolti, in una lezione sincretica, il maestro Fulvio (corso di “tono e sperimentazione vocale”) e Barbara (corso di yoga), a cui hanno partecipato con entusiasmo molti soci sia recenti che iscritti da anni.
È risaputo che la presenza della malattia tende a concentrare l’individuo su pensieri negativi che, se permangono nella mente, portano a disconnettersi dalla realtà, a ritrarsi nella condizione statica di malato, mentre è fondamentale cercare di “ricentrarsi”, cioè creare vibrazioni positive capaci di modificare lo stato psicofisico.
Nel canto corale sia agisce sull’anima: coloro che cantano ordinano, scuotono, raffinano il proprio mondo interiore mettendo in atto una vera e propria tecnica di autocura.
Importante è lavorare sulla respirazione, sul flusso di aria incorporata che nel tempo tende a diminuire e anche a creare difficoltà nella comunicazione.
Esercitare la memoria su un testo da cantare, usare la vibrazione in modo strutturato, appropriarsi di una respirazione consapevole, sono prerequisiti che attivano meccanismi psicomotori e, indirettamente, stimolano pensiero e immaginazione, colmano bisogni. In tal modo il canto, intima espressione dell’essere, diventa un automatismo, una spinta a mettersi in moto migliorando i risultati.
A patto di credere nella sua utilità, di sperimentare il piacere del canto, si coltivano pensieri e vibrazioni positive: infatti, così come vibrazioni negative nel canto contaminano l’armonia generale, un coro di persone centrate permette anche a chi ha difficoltà di allinearsi, di trovare armonia di pensiero, instaurare dinamiche di relazione, sviluppare emozioni positive.
Anche secondo lo yoga la vibrazione primaria om, presente dall’antichità in forme simili in tutte le culture (shalom, amen, salam…), risuona nel cosmo in cui “tutto è vibrazione”. Come afferma Benenzon, ognuno ha la propria “identità sonora”. Il suono può essere un veicolo per raggiungere stati mentali superiori, andare oltre lo stato cosciente che è spesso ancorato a pensieri contingenti e negativi; è anche provato che durante la meditazione yogica avviene il rilascio di ormoni utili all’organismo.
Attraverso la respirazione e le tecniche che ci spiega ed insegna Barbara nel suo corso, si sbloccano le vibrazioni negative, si riequilibra l’energia attivando i chakra, ruote o vortici energetici disposti lungo la colonna vertebrale e caratterizzati ciascuno da un proprio elemento naturale e suono (etere aria fuoco acqua terra), favorendo il libero scorrimento dell'energia vitale (prana).
Mettersi in una dinamica di ascolto e di ricerca contribuisce a combattere la negatività cui siamo quotidianamente esposti e, data l’interconnessione fra i viventi, aiuta anche chi ci è vicino: insomma è importante abbracciare una prospettiva di movimento, non abbandonarsi in balia del flusso degli eventi ma scegliere di essere, per quanto possibile, artefici del proprio destino.
Dopo una fase di pratica respiratoria e una canzone corale, l’incontro è culminato nell’esperienza entusiasmante di roteare un ocean drum.
Ciascuno dei presenti ha fatto risuonare il proprio mare: onde lente ritmate che rimescolano sassolini sulla battigia, ondate di mareggiata che si abbattono furiose sulla spiaggia trascinando i sassi nella risacca è ciò che i nostri occhi chiusi hanno saputo vedere e le nostre orecchie ascoltare.
A cura di Ilaria Pasero