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Non e' mai troppo tardi per partecipare!

Non e' mai troppo tardi per partecipare!

Oggi 3 maggio 2026 ho partecipato per la prima volta alla Stramilanina: la corsa podistica, aperta a tutti, più famosa di Milano.

Per la prima volta a 63 anni? Ebbene sì! Grazie alla Associazione APM Parkinson Lombardia, insieme a Francesca e Luisa del Consiglio direttivo, alla maestra di AFA, la grande Roberta e a diversi altri soci, intervenuti con moglie o marito, con i partners o con i figli, alle ragazze di Osteopatia studentesse di Roberta che spesso presenziano all’attività anche in Associazione, alla nostra volontaria Anna Maria che, con la sua età, ha energie da vendere!

Di fronte al Palazzo dei Giureconsulti, sui gradini della magnifica Loggia dei Mercanti ci siamo riuniti e fotografati in allegria: persino Emma, nipotina di Rosario, sgambettava fra noi, che l’abbiamo subito adottata come mascotte del gruppo.
Spiccava, sulla marea di magliette verdi degli altri partecipanti, un manipolo di persone in maglietta bianca con il logo dell’Associazione, procurate dallo sponsor Raffaele, che hanno permesso di riconoscerci e restare compatti verso il punto di partenza.

Lì, dopo aver atteso il passaggio degli altri podisti, abbiamo seguito Roberta che ci ha aperto un varco nelle transenne, dando inizio ufficialmente alla bella camminata lungo le vie centrali di Milano, senza traffico e piene di colori. Il sole e la temperatura piacevole, la buona compagnia con le chiacchiere fra di noi, qualche vetrina da sbirciare e l’eleganza dei palazzi al contorno hanno reso piacevole la passeggiata e, anche se l’arrivo all’Arco della Pace è avvenuto un po' alla spicciolata, ricorderemo questa come una bella mattina di condivisione.

Seguendo il percorso obbligato delle transenne, ho attraversato infine il Parco Sempione osservando la gente (pare più di 62000 partecipanti) che si attardava fra il verde o tornava, come me, verso casa, rammaricandomi di trovarlo letteralmente disseminato di rifiuti. Uno scempio di bottiglie in plastica e altri contenitori, sacchetti, bucce di banana abbandonate per terra e ovunque; vero che con così tante persone i cestini e i punti di raccolta probabilmente non sono bastati ma, davanti al Castello Sforzesco, mi ha colpito lo sguardo già stanco di alcuni addetti che spostavano e smontavano le transenne. Non vorrei essere un operatore ecologico oggi pomeriggio e mi è venuto spontaneo pensare che, forse, con un minimo sforzo individuale una festa cittadina potrebbe esserlo per tutti!

Sono salita in metropolitana, quindi, con l’espressione un po' corrucciata ma mi si è subito aperta in un sorriso ripensando alla piccola Emma, nel suo passeggino, i grandi occhi azzurri come perle richiuse sul sonno, che magari tornerà l’anno prossimo sgambettando in mezzo al gruppo…

a cura di Ilaria

 

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