La malattia di Parkinson può risultare difficile da diagnosticare, particolarmente negli stadi iniziali.
Questo fa si che molte persone possono ricevere una diagnosi affidabile solo a malattia ampiamente manifesta, quando i sintomi sono già più evidenti. In alcuni casi le persone non giungono mai a ricevere una diagnosi formale.
Jacob Simmering, un noto PhD americano, titolare di importanti premi in merito ai suoi studi, sta scavando nella grande quantità di dati disponibili nel sistema sanitario, auspicando di riuscire ad identificare elementi apparentemente irrilevanti, in dati che conducano ad una identificazione precoce dei sintomi della malattia. Usando complesse analisi statistiche, Jacob si augura di identificare quali siano i segnali non visibili che precedono l’insorgere del Parkinson, mettendo poi a disposizione dei neurologi una grande mole di dati che possano supportare le loro diagnosi.
Il dottor Simmering auspica che altri studiosi possano essere finanziati per studiare la malattia di Parkinson e in particolare l’insorgere dei sintomi negli stadi precoci della malattia. Il Parkinson’s è una malattia neuro degenerativa e, come per tutte le malattie neuro degenerative, ogni danno diviene è irrimediabile e irreversibile. Avviene così che al momento della individuazione della malattia, questa abbia già provocato danni importanti non rimediabili a livello neurale. L’importanza di un intervento in uno stadio precoce della malattia è il fatto che ciò può rallentare e a volte addirittura stoppare il progresso della malattia.
Il dott. Simmering utilizza dati provenienti dai database delle compagnie di assicurazione e ha già analizzato la situazione di 250.000 pazienti. Da queste informazioni egli spera di identificare una cosiddetta “finestra diagnostica” per il Parkinson. Usando tale “finestra diagnostica” come una cornice di riferimento, egli indaga per capire come mai a molte persone non è stata diagnosticata precocemente la malattia di Parkinson.
Le sue ipotesi si basano su tre potenziali motivazioni:
• L’unicità dei sintomi per ogni potenziale paziente del Parkinson
• Vivere in aree rurali
• Non essere mai stato visitato da un neurologo.
Lavorando e analizzando i dati raccolti, si è potuto notare che tali dati forniscono prove riferite ad altri sintomi, fornendo elementi per emettere una diagnosi precoce. Mentre il tremore e I movimenti involontari sono I principali indicatori della presenza di una malattia di Parkinson, altri sintomi come problemi urinari e l’ansia, possono essere altrettanto utili per diagnosticare la malattia.
Usando quindi queste tecniche sofisticate di analisi e statistica, il dr. Simmering riesce a generare un punteggio individuale definito “rischio Personale” che cerca di identificare le persone maggiormente a rischio di insorgenza del Parkinson.
Una diagnosi precoce significa anche una minor sofferenza per il paziente e una conseguente miglior qualità della loro vita grazie alla somministrazione precoce di terapie mirate
[ fonte: Parkinson.org ]